Chi ci conosce bene sa che in Valente abbiamo l’abitudine di perseguire il miglioramento continuo dei prodotti e delle soluzioni per l’agricoltura coadiuvando gli sforzi messi in campo nelle attività di Ricerca e Sviluppo con la sperimentazione pratica sul campo.
Partiamo quindi con la progettazione, le simulazioni sui calcoli strutturali, le prototipazioni ed i successivi test in laboratorio, per realizzare un prodotto finito che “in teoria” soddisfi tutte le esigenze per le quali è stato ideato.
Ma questo è solo il punto di partenza (e qui viene il bello); alla teoria deve sempre seguire la pratica, le prove, gli errori, le correzioni, per giungere infine ad un risultato che garantisca davvero ciò che promette. Questo è il nostro modo di lavorare, ed è con questo spirito che sono nati anche i nostri Campi di prova, dei quali probabilmente avete sentito parlare. Ma questo è solo il tassello più recente (e non sarà di certo l’ultimo); tutto in realtà ha avuto inizio molto prima, più precisamente 20 anni fa.
Correva l’anno 2000, infatti, quando in un’area adiacente allo stabilimento aziendale abbiamo installato un impianto completo di vigneto, composto da 5 filari lunghi 30 metri ciascuno e sostenuto da pali in CAP.
Il vitigno scelto è stato il Merlot e l’impianto, dopo il primo periodo di avvio, ha raggiunto nel tempo la sua piena produttività. Ovviamente l’obiettivo non era la produzione del vino in sé, che comunque seppur in piccole quantità ci ha regalato negli anni grandi soddisfazioni, quanto quello di testare i prodotti, pali in primis, nella situazione di normale conduzione di un vigneto produttivo.
Parliamo quindi di esposizione agli agenti atmosferici, utilizzo di prodotti chimici per la pulizia sotto pianta delle erbe infestanti, diserbo meccanico interfilare, trattamento con prodotti fitosanitari, ecc.. Tutto ciò che “stressa” l’impianto e ne mette a dura prova affidabilità e resistenza.
Nel 2011 abbiamo quindi provveduto ad un primo reimpianto dei pali, sostituendo quelli in CAP con i più moderni pali in ferro che, seppur aggiornati in alcuni dettagli e modificati nei profili, sono quelli attualmente in produzione, e precisamente:
- Pali ONE – zincato a caldo prima della lavorazione
- Pali EVO – zincato a caldo prima della lavorazione con EVOLUZINC (lega in zinco-magnesio-alluminio)
- Pali EKO – doppio strato protettivo; primo strato zincato a caldo prima della lavorazione, secondo strato costituito da poliestere di colore marrone “effetto ruggine” applicato con la tecnica della verniciatura a polveri

Ma non ci siamo fermati qui; sulla scia della costante attenzione all’innovazione ed alla sostenibilità in agricoltura, pochi giorni fa abbiamo definitivamente espiantato il vigneto per sostituire le piante con una nuova varietà di Merlot resistente alle malattie, così da ridurre i trattamenti e il conseguente impatto ambientale che ne deriva.
Ovviamente i pali estratti sono stati oggetto di analisi, sia visiva che meccanica, per verificarne il comportamento dinamico ed il grado di usura dopo 9 anni di utilizzo nei quali sono stati sottoposti a tutte le sollecitazioni descritte in precedenza.
I risultati sono chiaramente visibili nelle immagini che seguono:
- Il palo ONE (seconda foto): presenta tracce di ossidazione e al livello del colletto c’è un segno marcato di ruggine sul lato sinistro.
- Il palo EVO (terza foto): presenta leggere tracce di ossidazione sulla parte infissa nel terreno ma non c’è alcuna traccia di ruggine.
- Il palo EKO (quarta foto): evidenzia solo una leggera opacizzazione della vernice nella parte interrata ma nessuna traccia di ruggine.
Quali considerazioni possiamo quindi fare analizzando tali risultati?
La prima è che, di sicuro, dal punto di vista operativo tutti e tre i pali hanno lavorato bene.
E’ altresì evidente che i pali EVO ed EKO garantiscano un’affidabilità superiore rispetto ai pali standard, derivati dalla lega (zinco-magnesio-alluminio) utilizzata per la zincatura del primo e dal doppio strato di protezione applicato sul secondo. Ma attenzione, se è vero che dal punto di vista visivo il palo ONE mostra tracce di deterioramento, ciò non vuol dire che la sua funzionalità e le sue caratteristiche dinamiche ne siano state compromesse, né che ciò accadrà nel breve/medio termine; i dati strumentali ci dicono che il palo continuerà a comportarsi egregiamente e durerà senza problemi per diversi anni ancora.
La scelta di un palo, e di tutti i prodotti necessari alla realizzazione dell’impianto completo, deve quindi basarsi sull’orizzonte temporale delle proprie specifiche necessità.
Se l’intenzione è quella di cambiare il vigneto dopo 15 o 20 anni il palo ONE rappresenterà probabilmente l’opzione più idonea. Se invece il progetto prevede che il vigneto debba durare 30 anni e oltre, allora la scelta dovrebbe ricadere sul palo EVO e sul palo EKO, quest’ultimo particolarmente adatto a zone dove sussistono vincoli per quanto riguarda l’impatto visivo ambientale.
L’importante è che il prodotto scelto mantenga quanto promesso, e da questo punto di vista con i prodotti Valente, progettati, sviluppati e testati sul campo, siete sicuri di non correre rischi.


















